Termine di emissione della e-fattura a partire dal 1 luglio per i contribuenti IVA trimestrali


Dopo gli aggiornamenti determinati dal Decreto Fiscale 2019 all’art 4 del DPR 633 del 1972, in generale, i tempi di emissione delle fatture sono definiti come segue:
  • La fattura cosiddetta “immediata” deve essere emessa “..entro dieci giorni dal momento di effettuazione dell'operazione”.
  • La fattura “differita deve essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello di cessione del bene o del servizio. Precisiamo che la fattura differita, recante il dettaglio delle operazioni effettuate nello stesso mese solare nei confronti del medesimo soggetto, può essere prodotta nel caso in cui si abbiano “.. cessioni di beni la cui consegna o spedizione risulta da documento di trasporto o da altro documento idoneo a identificare i soggetti tra i quali è effettuata l'operazione.. nonché per le prestazioni di servizi individuabili attraverso idonea documentazione..
Sempre nel Decreto Fiscale era stato inoltre stabilito un periodo di moratoria senza
applicazione delle sanzioni previste per tardiva emissione sempre che l’invio della efattura a SDI fosse all'interno del periodo di liquidazione IVA del cedente.

I termini della moratoria sono stati così delineati:
  • Dal 1 gennaio al 30 giugno 2019 a favore dei soggetti con liquidazione IVA trimestrale.
  • Dal 1 gennaio al 30 settembre 2019 a favore dei soggetti con liquidazione IVA a cadenza mensile.
Dal 1 luglio, andando quindi a cessare il periodo “agevolato” per i contribuenti IVA trimestrali, i tempi utili di fatturazione per questi soggetti saranno, secondo la norma in vigore, di 10 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione per quanto riguarda le fatture “immediate”. C’è però da aggiungere che attualmente sono in discussione alla Camera alcuni emendamenti al Decreto Legge 30 aprile 2019 cosiddetto “Decreto Crescita” tra i quali la concreta possibilità che il termine di 10 giorni per la trasmissione del XML a SDI sia “allungato” a 12 o 15 giorni.

Sarà però necessario attendere la conversione in legge del decreto che dovrà avvenire entro la fine del mese di giugno. Sempre sul tema, appare utile un’ulteriore precisazione: secondo l’art. 21 lettera g-bis) del DPR 633 del 1972 è richiesta all’emittente l’indicazione in fattura della “data in cui è effettuata la cessione di beni o la prestazione di servizi ovvero data in cui è corrisposto in tutto o in parte il corrispettivo, sempreché tale data sia diversa dalla data di emissione della fattura”.

Per quanto riguarda le fatture “immediate”, sono quindi possibili due casi:
  1. Se la trasmissione della e-fattura a SDI verrà effettuata entro il medesimo giorno in cui si è svolta l’operazione, la data della fattura sarà la data di trasmissione (data di emissione).
  2. Se la trasmissione avverrà successivamente, ma comunque entro 10 giorni dalla data dell’operazione, la data della fattura sarà la data di trasmissione (data di emissione), mentre nel file XML dovrà essere indicata la data in cui si è svolta effettivamente l’operazione.
Si attendono indicazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate circa le modalità di valorizzazione nel file XML, il cui attuale tracciato non comprende un apposito tag con questa etichetta, della data di effettuazione dell’operazione, nell’eventualità differisca dalla data emissione.

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